Chiesa, Convento e Chiostro di San Benedetto

Decreto di vincolo degli immobili 14/03/1912

Proprietà: Ente Monastero delle Benedettine Dette di San Benedetto

Ubicazione degli immobili: Via Sant’Alessandro angolo Via Carlo Botta

 

 

 

Intervento di Manutenzione Straordinaria delle coperture

 

 

 

Della indiscussa bellezza del nostro patrimonio edilizio antico a volte ne è più consapevole il resto del mondo che ci invidia l’eleganza delle architetture e la maestria dei nostri artigiani: del resto per noi è normale (tale è l’abitudine al bello) vivere in uno scrigno che custodisce così tanta ricchezza quale è il nostro Bel Paese.

 

Ed è fondamentale e doveroso averne cura, per preservare un’eredità tramandata che rappresenta non soltanto il bene materiale in sé, ma la sintesi di una identità precisa che ci appartiene e ci contraddistingue.

 

Da qui nasce quindi l’esigenza di non sottovalutare, qualunque, anche minimo, segnale di decadimento o di fragilità dei nostri immobili storici, affinché si possa porre tempestivo rimedio e continuare a goderne della loro presenza.

 

Ciò premesso, l’immobile oggetto del laborioso intervento di manutenzione, di seguito descritto, è il Monastero di San Benedetto il cui attuale impianto complessivo, posto nel cuore della Contrada di S. Alessandro già Borgo Santo Stefano, corrisponde esattamente a quello de­lineato nel 1742 da Giovanni Tomaso Botelli, Agrimensore.

 

In un unico foglio sono peraltro ben distinte le due parti che hanno formato tra il XV e il XVII secolo il cenobio: l’isolato di circa 13 pertiche circondato da strade pubbliche, formatosi tra il 1430 e il 1504 attraverso compravendite, donazioni, l’annessione del pree­sistente cenobio di S. Maria Novella - S. Giuliano e l’isolato delle Torrette, acquistate dai Somaschi nel 1613, collegate al monastero cinquecentesco attraverso un ponte coperto che scavalca il vicolo delle Torri.

Per quanto manchino per tutto il XVI secolo espliciti documenti sul complesso cinque­centesco, la pianta del Bottelli da sola evidenzia con chiarezza l’articolazione del cenobio rinasci­mentale: tre comparti distinti per origine, caratte­ristiche funzionali e architettoniche, ma al contempo interagenti e razionalmente comuni-canti. La tripartizione dell’edificato cinquecente­sco si riflette anche nel brolo, esteso oggi come allora quanto il costruito.

I documenti antichi, custoditi negli archivi storici, e quelli più recenti del secolo scorso, che raccontano l’evoluzione del complesso cenobitico dal principio della sua storia, risalente all’edificazione di una piccola chiesa nel 1448, all’attuale assetto, ci testimoniano solo gli interventi edilizi più importanti, operati sul complesso edificato, che hanno riguardato gli ampliamenti volumetrici e di volta in volta la complessiva ridistribuzione interna degli ambienti, mentre risulta scarsa la documentazione riguardante le manutenzioni realizzate sui fabbricati e sui relativi impianti.

 

Gli interventi di manutenzione più recenti eseguiti nel 2012 hanno riguardato, con la consulenza dell’Architetto Leonardo Angelini, il restauro delle facciate della Chiesa sui fronti prospicienti via Sant’Alessandro e via Botta, oltre che il tiburio ottagonale e la manutenzione del manto dei relativi tetti.

 

Altri interventi non sono documentati in modo puntuale, sebbene le Suore Benedettine, residenti del Monastero nonché custodi dei beni immobili e della loro memoria storica, fanno risalire alcune manutenzioni edilizie importanti agli anni 80; nonostante la complessità dell’impianto edificato nonché la sua vetustà, la comunità monastica si è da sempre prodigata nell’attenta sorveglianza del bene da custodire, provvedendo tempestivamente alle manutenzioni “spicce” e tamponando con interventi minimali.

 

Purtroppo però alcune situazioni sono difficilmente gestibili con manutenzioni “spicce” e anzi spesso finiscono per diventare più dispendiose di interventi puntuali pianificati, come nel caso dell’intervento che si sta operando sulle coperture del Monastero che si è reso necessario e improrogabile a seguito di diffusi stillicidi di acqua piovana nei sottotetti e ammaloramenti della struttura lignea in ampie zone delle gronde ove la protezione dall’acqua si è poi rivelata degradata.

 

Nonché l’inquietante scivolamento dei coppi verso i canali di gronda, fenomeno risolutivo che ha costituito un forte impulso a intervenire per proteggere il transito sul suolo pubblico.

 

L’accelerazione del fenomeno di degrado delle coperture del Monastero registrato negli ultimi tempi dalle Suore, e la conseguente percezione del pericolo imminente, ha quindi imposto loro di avvalersi della consulenza di un Tecnico di fiducia, quale l’Ing. Ezio Goggia, e concordare un approfondito esame della situazione.

 

Dall’indagine condotta dai Tecnici nella primavera dello scorso anno, sono apparse subito chiare le condizioni precarie dei coppi privi di vincoli adeguati, nonché la situazione di raffazzonamento operata con le cosiddette manutenzioni spicce, con coppi rotti e sovrapposti in più strati, con il conseguente aumento del peso sulla struttura del tetto, l’assenza di ganci per l’ancoraggio dei manutentori e quella delle staffe fermaneve.

Inoltre il sistema impianto di captazione delle scariche atmosferiche si presentava ormai obsoleto, con corde di acciaio penzolanti dai tetti e torrini pericolanti su travetti di legno marci.

A ottobre 2018 la comunità Monastica ha pertanto avviato le procedure per la richiesta dei permessi autorizzativi per interventi d’urgenza presso la Soprintendenza di Brescia, giacché l’immobile vincolato necessita di nulla osta per qualunque tipo di manutenzione da operare. E in seguito la richiesta di occupazione del suolo pubblico per l’installazione di un ponteggio sulla via Sant’Alessandro per la sicurezza degli operatori in copertura.

Per i lavori previsti è stata scelta l’Impresa Edile dell’Arch. Lamberto Biffi di Mapello, al suo attivo un notevole e documentato bagaglio di esperienza nella realizzazione di interventi di recupero e conservazione di immobili storici del nostro territorio Bergamasco e anche fuori dalla nostra Provincia.

 

Con l’installazione del ponteggio sulla Via Sant’Alessandro e l’avvio dei lavori del tetto dell’edificio alto, ci si è resi conto che lo stato di manutenzione del tetto, per altro solo ipotizzato, era stato di gran lunga   sopravalutato: oltre a quanto già rilevato e ipotizzato, rimuovendo i coppi si è scoperto uno spesso strato di macerie appoggiato sull’assito e altre macerie stipate nella gronda in muratura, coppi rotti e assi di legno marcio abbandonato dalle precedenti lavorazioni ed altre situazioni ampiamente documentate da riprese fotografiche delle quali di seguito si riporta un minimo esempio.

 

Lavori di manutenzione del complesso monastico

La Comunità monastica ha deciso di intraprendere i necessari e improrogabili lavori di manutenzione ordinaria per la ricorritura dei tetti del complesso del Monastero S. Benedetto. vi terremo informati sul proseguo dei lavori.

 

Chiediamo la carità di una preghiera per intercessione del S. P. Benedetto perché gli operai della Ditta Biffi coinvolti nei lavori siano protetti da ogni incidente.

 

Accumulo di macerie nei sottotetti

 

Assenza di elementi di compluvio delle falde

 

Coppi rotti e scivolamento di buona parte di essi verso il canale

 

Onduline sotto coppi degradata e quindi inservibile con conseguente marcescenza della struttura lignea

 

Marcescenza degli elementi lignei per assenza di adeguata impermeabilizzazione

 

Assito di dimensioni insufficiente e/o degradato

 

Macerie abbandonate all’interno della gronda in muratura su via Sant’Alessandro

 

Situazione di degrado della muratura sotto il terrazzino lato Est del Chiostro Grande

 

Sulla scorta delle considerazioni elaborate dai tecnici consultati e alla luce della situazione rilevata è stato messo appunto il progetto di manutenzione straordinaria delle coperture del Monastero approvato dalla Soprintendenza, finalizzato al mantenimento e alla conservazione del patrimonio edilizio tutelato, mediante attento e sistematico recupero/integrazione degli elementi della copertura, opere necessarie e improrogabili a risolvere i gravi problemi.

 

In sintesi di seguito si descrivono gli interventi di progetto individuati:

 

·       Rimozione dei coppi, con selezione di quelli riutilizzabili e dell’ondulina, compreso l’abbassamento e smaltimento di coppi non riutitlizzabili e dell’ondulina;

 

·       Pulizia dell’assito esistente considerato in buono stato e integrazione/sostituzione di elementi ammalorati;

 

·       Posizionamento del nuovo sottomanto in lastre di ondulina fibrobituminosa;

 

·       Ricollocamento dei coppi di copertura, con riutilizzo dei coppi vecchi in buone condizioni, con integrazione di coppi tipo alta montagnaper i fondi, con legatutra dei coppi a coperchio con ganci in filo di acciaio ramato;

 

·       Ricollocamento dei copponi di colmo riutilizzabili, con integrazione di copponi dello stesso tipo;

 

·       Revisione del canale di gronda esistente e rinforzo con tiranti di rame;

 

·       Inserimento di nuovo pluviale con sezione nel rame spessore sp. 8/10 diametro 100 mm;

 

·       Rinforzo di travetto esistente ammalorato tramite l’accoppiamento di due travetti posti lateralmente della stessa sezione strutturale;

 

·       Trattamento antitarlo e fungicida con soluzioni specifiche per l’orditura lignea;

 

·       Applicazione di ganci metallici passo 140 cm per la realizzazione di agganci di sicurezza nella percorrenza delle coperture.

 

·       Nuovo impianto di captazione delle scariche atmosferiche, costituito da filo di acciaio da posizionare sul colmo e dispersori in calate di rame.

 

Ad aprile sono stati allestiti i necessari ponteggi interni ed esterni al Monastero e in seguito si è dato corso ai lavori veri e propri di manutenzione delle coperture.

 

Data la complessità dell’intervento, dovuta sia al vincolo culturale gravante sugli immobili che impone la conservazione del bene, sia alla natura stessa dei lavori da eseguire, non è stato possibile ipotizzare con precisione la durata dei lavori ma, tenuto anche conto della estensione degli immobili sui quali intervenire, si ritiene che avranno termine presumibilmente entro l’estate.

 

I primi risultati si apprezzeranno a breve, grazie anche alla capacità ed esperienza dei lavoratori impegnati e alla competenza dell’Architetto Lamberto Biffi, titolare della omonima Impresa Edile, che è stata determinante nell’attuare con infinita cura e pazienza ove possibile il recupero degli elementi delle coperture ancora utilizzabili.

 

Un buon lavoro è anche frutto di collaborazione e sintonia nella squadra dei Tecnici: la consulenza e il coordinamento tecnico dell’Ing. Ezio Goggia per la parte strutturale; l’Ing. Giampaolo Pievani per il progetto e la Direzione Lavori dell’impianto di captazione delle scariche atmosferiche; l’Arch. Alberto Rocchetti per il progetto architettonico e la Direzione Lavori.

 

Va per altro sottolineato la disponibilità della Comunità Monastica residente, in particolare la Rev. Madre Cristina Picinali Abbadessa e Suor Benedetta, che tra l’altro con insospettabile determinazione portano avanti i lavori con lo scopo di mettere in sicurezza i fabbricati e ridare decoro al patrimonio immobiliare a vantaggio di tutti.

 

I primi buoni risultati sono già visibili.

 

Sostituzione dell’assito degradato con nuove assi perfettamente accostate

Posizionamento dello strato impermeabile – onduline – e coppi di fondo legati singolarmente tra loro con ganci di rame

 

Pulizia e recupero dei singoli elementi riutilizzabili e successivo riposizionamento

 

Precisione millimetrica degli allineamenti degli elementi di copertura

 

Un lavoro di pazienza e di alta professionalità dei nostri artigiani carpentieri

 

Il lavoro prosegue…

 

Grazie.

M. Luisa geom. Amoriello